I decreti ad oggi varati da parte del governo Conte per tutelare e sostenere i tanti lavoratori che stanno pagando sulla propria pelle le conseguenze di questo stato emergenziale causato dal Covid-19, non tengono conto però di un’ampia fetta di lavoratori. Un esempio sono i lavoratori aeroportuali stagionali impegnati da anni nell’aeroporto di Capodichino.

Ripubblichiamo di seguito la lettera scritta dai coordinatori regionali di Potere al Popolo all’Amministratore delegato GE.S.A.C. e le loro proposte in merito:

Gentile Dott. Barbieri,
Marzo è il mese dell’arrivo della primavera. Mai come nel settore turistico e per i servizi aeroportuali l’arrivo di questa stagione significa effettivamente rinascita. Lo sa bene, a maggior ragione da quando, nel gennaio 2019, è diventato Amministratore Delegato della GE.S.A.C., gestendo così l’aeroporto di Capodichino (NA) e quello di Salerno Costa d’Amalfi. Quest’anno, però, con l’irruzione sulla scena del “coronavirus”, tutto è cambiato e la primavera e la rinascita, sono ben lontane.

Preoccupazione per gli stagionali

Per tutti si prospettano tempi duri. Dovremo sconfiggere il virus, affrontando una crisi sanitaria che miete già oggi troppe vittime. Ma dovremo sconfiggere anche la crisi economica e sociale, che già inizia a mordere. E, a causa della quale, per alcuni i tempi potrebbero essere più duri che per altri.
Parlando dell’aeroporto di Capodichino, alla data del 23 febbraio, ad esempio, non risultano in pianta organica tutti i lavoratori e le lavoratrici che per anni sono stati asse portante dello sviluppo di un’infrastruttura tanto importante per il territorio non solo napoletano, ma dell’intero Sud Italia.

Sono i circa 300 lavoratori stagionali che conosce bene e di cui avrà potuto apprezzare, nel suo anno da AD, impegno, abnegazione e professionalità. Dipendenti innanzitutto della GESAC, ma anche di società di handling, di compagnie aeree e di altre realtà.

Per il Decreto Cura-Italia…non esistono

Per loro non si aprono le porte della Cassa Integrazione (CIG), strumento riservato – fortunatamente – agli altri 400 lavoratori GE.S.A.C. per i quali apprendiamo dall’intervista rilasciata a La Repubblica Napoli del 27 marzo, che ha fatto richiesta per un lasso di tempo di 12 mesi.

La circolare INPS 49 di lunedì 30 marzo purtroppo conferma che agli “stagionali” non sarà destinato nemmeno il bonus “una tantum” da 600€ previsto dall’art. 29.1 del cosiddetto “Cura Italia” (decreto-legge n. 18/2020), dal momento che è rivolto esclusivamente ai lavoratori stagionali del turismo e loro, addetti al customer service, al check-in, alla manutenzione, alla sicurezza, alla consegna dei bagagli, alle piste, risultano invece come “stagionali del trasporto”.

“Stranezze” burocratiche del nostro Paese. Che però non possono pesare sulle spalle di uomini e donne che già in condizioni di “normalità” si barcamenano tra stipendi che arrivano per i sei-sette mesi di lavoro e tra indennità di disoccupazione (la NASPI), di cui possono usufruire per soli tre-quattro mesi all’anno.

Ci rivolgiamo a lei perché crediamo che non si possa far finta di nulla. Che i 300 lavoratori “stagionali dei trasporti” non possano esser messi nel dimenticatoio. Perché la loro sofferenza e le loro difficoltà sono più che reali. E, avendo contribuito allo sviluppo dell’Aeroporto di Capodichino, ma più in generale della nostra intera città, non meritano di essere gli ennesimi “invisibili”.

Che cosa proponiamo?

Ci rivolgiamo anche a lei affinché, dal posto di comando che ha l’onore di rivestire, possa contribuire, interrogando le istituzioni preposte, ad assicurare un presente dignitoso a queste donne e a questi uomini:
• Inserimento dei codici ATECO riferibili al settore del trasporto tra quelli per i quali è possibile usufruire del bonus “una tantum” da 600€, previsto dall’art. 29.1 del “Cura Italia”;
• Provvedimento urgente che estenda la durata della NASPI per tutto il periodo dell’emergenza, il cui termine è oggi fissato al 31 luglio, senza i tagli del 4% mensile a partire dal quarto mese, previsti al momento dalla normativa in vigore;
• Reddito d’emergenza, attraverso l’estensione del “reddito di cittadinanza”, con la revisione dei criteri e degli adempimenti previsti per l’accesso, così da poter avere uno strumento che possa accompagnare questi lavoratori nella fase – che si teme lunga – in cui la crisi morderà soprattutto il settore del turismo e dei servizi aeroportuali.

Rimaniamo in attesa di un suo cortese urgente riscontro.
Grazie mille per l’attenzione.

Cordiali saluti,
Antonella Avolio, Chiara Capretti, Enrico Civiello, Domenico Cordone, Salvatore Cosentino, Matteo Giardiello, Giuliano Granato, Elisena Iannuzzelli, Gianpiero Laurenzano, Erminia Maiorino, Salvatore Prinzi, Rosa Sica, Beniamino Simioli, Francesco Tirro, Davide Trezza
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