Gentile Dott.ssa Palmeri,

La situazione economica nella nostra Regione, già difficile, si aggraverà enormemente a causa dell’emergenza coronavirus. Alcuni dei settori chiave del sistema produttivo campano saranno più colpiti di altri.

Le ripercussioni principali rischiano di essere pagate da centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Su di loro verrà scaricato il peso di chiusure, rallentamenti, a meno che la Politica non agisca bene, in tempo ma anche con lungimiranza, guardando oltre le scadenze immediate, che si chiamino “emergenza Covid19” o elezioni.

Secondo le stime della Confturismo-Confcommercio, l’associazione datoriale degli operatori del turismo, il settore, ad esempio, subirà per il 2020 un calo dei ricavi pari a 120 miliardi di euro sui 200 miliardi generati annualmente. In base a tale previsione, il calo di fatturato sarebbe nell’ordine del 70%.

Il dato, riferito al livello nazionale, rischia di esser ancor più pesante per una Regione come la Campania per la cui popolazione le attività turistiche costituiscono una delle principali fonti di reddito.

La crisi si riverbera già in questi giorni sulle strutture ricettive, sui negozi, sui bar, sui ristoranti, ma anche su servizi ferroviari e aeroportuali. La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dovrebbe essere in cima alla classifica delle preoccupazioni di una politica davvero attenta agli interessi popolari. I primi a fare le spese dell’emergenza economica nel settore turistico, ben prima degli imprenditori le cui grida di allarme pure trovano ampio spazio sulle pagine dei quotidiani locali, sono stati i lavoratori a nero, una piaga che nei servizi di alloggio e ristorazione conta addirittura per il 27,5% su base nazionale.

Non sono però gli unici. Esistono altre categorie che evidentemente devono aver acquisito nel corso degli anni il loro stesso super-potere: l’invisibilità. La Regione Campania, infatti, così come già prima il Governo nazionale agli articoli 29 e 30 del Decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 (il cosiddetto Cura Italia), nello stanziare 604 milioni di euro per un “Piano per l’emergenza socio-economica”, dimentica i lavoratori stagionali aeroportuali.

Il provvedimento che, secondo le parole del Presidente De Luca, ha l’obiettivo di “garantire il pane”, prevede meritoriamente l’erogazione di 300€ mensili per 4 mensilità per gli stagionali delle attività alberghiere ed extra-alberghiere. Pare, però, che il pane non sia un diritto degli stagionali aeroportuali che, pur svolgendo spesso attività collaterali al turismo, sono diversamente inquadrati.

Per la Regione Campania parliamo di circa 400 lavoratrici e lavoratori, impiegati da anni – ci sono casi di anzianità di servizio, se così la possiamo chiamare, addirittura superiore ai 10 anni! – principalmente presso l’Aeroporto di Napoli Capodichino, al servizio della  GE.S.A.C o di altre società di handling, compagnie aeree, ecc.. Addetti al customer service, al check-in, alla manutenzione, alla sicurezza, alla consegna dei bagagli, alle piste, che in tempi normali lavorano sei-sette mesi all’anno e fanno poi richiesta di accesso all’indennità di disoccupazione (la NASPI), di cui possono usufruire per soli tre-quattro mesi all’anno, per cercare di sbarcare il lunario.

Ci troviamo dinanzi al paradosso per cui sono esclusi da qualsiasi ammortizzatore e forma di sostegno, di carattere nazionale o regionale che sia.

La Regione Sardegna è a oggi l’unica che si è mossa nella direzione giusta, approvando un “accordo quadro” che garantisce un’indennità a tutti gli stagionali, senza alcuna eccezione, a patto che sia provata “la sussistenza di un rapporto di lavoro a termine nel medesimo periodo di riferimento dell’anno precedente”. La Sardegna dimostra dunque concretamente che una forma di tutela, si può trovare. Ciò che serve è la volontà politica.

Pertanto, richiediamo:

  • L’integrazione del cosiddetto “Piano per l’emergenza socio-economica della Regione Campania” con una norma che preveda l’inserimento di tutti gli stagionali, anche di quelli afferenti al settore dei trasporti aeroportuali, all’interno delle categorie che potranno godere dell’erogazione delle “misure di sostegno per il comparto del turismo”.
  • La sollecitazione del Governo, negli incontri previsti di qui in avanti, affinché anche a Roma si abbia la stessa premura e si possa smettere di trattare da “invisibili” queste lavoratrici e questi lavoratori, che in condizioni di precarietà notevole assicurano ogni anno il funzionamento di attività chiave per l’economia nazionale.

 
Rimaniamo in attesa di un suo cortese urgente riscontro.

Grazie mille per l’attenzione.

Antonella Avolio, Chiara Capretti, Enrico Civiello, Domenico Cordone, Salvatore Cosentino, Matteo Giardiello, Giuliano Granato, Elisena Iannuzzelli, Gianpiero Laurenzano, Erminia Maiorino, Salvatore Prinzi, Rosa Sica, Beniamino Simioli, Francesco Tirro, Davide Trezza

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