Ciao Gilles, come stai?
Suvvia non abbatterti, la quarantena è dura ma immaginiamo che non sia poi così male per quelli come te che il posto di lavoro non lo perdono mai e della cassa integrazione non hanno bisogno.

Siamo gli attivisti e le attiviste dell’Ex Opg di Napoli, abbiamo letto la tua intervista per la Repubblica, lo scorso 12 aprile.
Ci hai sorpreso, Gilles, ci sei sembrato un po’ confuso. Hai detto tante belle cose, hai parlato di solidarietà, di protezione per i più deboli, di buoni sentimenti. Hai detto che dopo il virus il mondo non sarà più come prima, che le esperienze e le emozioni conteranno più delle cose.

Ma poi, Gilles, poco dopo hai insistito sulla necessità di riaprire le fabbriche subito, perché in fondo l’economia ha le sue leggi, e ci dispiace se la gente muore, ma dobbiamo sostenere i profitti.

Ci hai sorpreso Gilles, ma soprattutto ci hai ferito nel profondo quando hai voluto ribadire che purtroppo per gli amici dello stabilimento di Napoli non c’e niente da fare, che a ottobre si va via: “è deciso”, hai detto perentorio.

Ricordi Gilles? Era il giorno di Pasqua, e quasi speravano per un momento di poter dimenticare le sofferenze che la tua azienda ha impartito dal 31 maggio ai fratelli e alle sorelle di Via Argine.
Devi essere molto confuso in questo momento, si direbbe che la coerenza non sia il tuo forte. Se vuoi, però, le idee te le chiariamo noi.

Vedi, Gilles, come hai detto tu dopo questa epidemia molte cose non saranno più come prima: ci sarà gente che perderà il lavoro, giovani che dovranno emigrare, famiglie che non potranno più mantenere lo stesso tenore di vita.
Ma ci saranno anche cose, Gilles, che rimarranno sempre le stesse. Tu, Confindustria, i vostri simili, Gilles, non cambierete mai. Per voi il profitto è sempre contato più della vita dei vostri dipendenti. Lo avete dimostrato prima dell’epidemia, quando senza pensarci due volte chiudevate stabilimenti a Trento, Amiens, Riva di Chieri, Carinaro, Teverola, favorendo ristrutturazioni e riconversioni truffa un po’ ovunque. Lo avete confermato durante l’epidemia, favorendo il contagio nelle provincie più industrializzate del Nord Italia (e di tutta Europa) come Bergamo, Brescia, Lodi, Piacenza, opponendovi fino alla fine alla chiusura delle attività non essenziali e continuando a produrre anche dopo il decreto del 22 marzo con rammaggi e imbrogli che abbiamo già denunciato ampiamente.

Per questo, Gilles ci scuserai se, diversamente da te, noi dell’Ex OPG "Je so' Pazzo" e di Potere al Popolo non siamo persone di buoni sentimenti.
E alla fine di tutta questa storia, Gilles, dovremo farvela pagare, a te, a Confindustria e a tutti i vostri simili.

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