Questa mattina, insieme agli altri coordinamenti studenteschi, come Studenti Autorganizzati Campani siamo stati alla Città Metropolitana di Napoli per il primo incontro di questo tavolo per l'edilizia scolastica!
Dopo il corteo di venerdì, infatti, avevamo ottenuto un incontro con il delegato per l'Edilizia Scolastica e la Scuola, Domenico Marrazzo per parlare e trovare delle soluzioni alle situazioni pessime in cui versano la maggior parte delle scuole di Napoli.

Pioggia e freddo non hanno fermato le tante studentesse e i tanti studenti che questa mattina hanno attraversato le strade e le piazze della nostra città per ribadire alle istituzioni e al Paese intero che il futuro non va pensato a partire da domani. Il futuro è già qui, il futuro è ora, siamo noi e lo scriviamo noi, andando tutti i giorni a scuola e lottando per i nostri diritti.

 

Le problematiche che abbiamo portato in piazza, come Studenti Autorganizzati Campani, sono principalmente tre: "l'alternanza scuola-lavoro", il trasporto pubblico e l'edilizia scolastica.

Sosteniamo la causa dei lavoratori dell’indotto Whirlpool di Montoro, Forino, Sant’Angelo dei Lombardi, Napoli e Caserta! Non permettiamo che vengano dimenticati!

C'è una storia che, per quanto drammatica, in pochi ancora conoscono. E' la storia dei lavoratori dell'indotto della Whirlpool di Napoli.

Centinaia di dipendenti di piccole ditte locali sparse in diverse province della regione (Napoli, Caserta, Avellino), il cui destino dipende dalle sorti dello stabilimento di Via Argine. Si tratta di 337 dipendenti, 337 famiglie abbandonate dalla Whirlpool, dal Governo e, spesso, anche dai mass media.

Cosa sta succedendo al Comune di Napoli? Abbiamo sentito, come tanti di voi, gli audio pubblicati l’altro ieri da Repubblica relativi alla conversazione tra i consiglieri comunali Buono e Gaudini (dei Verdi), Langella e Sgambati (lista Agorà) e Mundo (Riformisti democratici), in cui si minaccia addirittura di far saltare la maggioranza e mandare a casa l’amministrazione se non si attua una nuova spartizione di poltrone, in giunta così come nelle aziende partecipate dal comune.

Siamo rimasti, come tutti, profondamente disgustati, anche se certo non stupiti, ma soprattutto ancora più preoccupati per il futuro della nostra città. Per questo motivo sentiamo di dover prendere parola. Vogliamo dire soprattutto tre cose.

Si è svolta ieri la grande assemblea cittadina per i lavoratori e le lavoratrici della Whirlpool. Si è svolta a Castel dell’Ovo, un luogo simbolico della città di Napoli, l’emblema della resistenza di un popolo che, più volte invaso da reami stranieri, ha sempre dovuto combattere per rimanere libero e indipendente.
Oggi, la lotta di questo popolo si organizza contro una multinazionale statunitense, emblema dello strapotere e della violenza del grande capitale ai danni dei lavoratori, dei territori, delle economie locali.

Da questo luogo, diversi mesi fa, iniziò una campagna di solidarietà cittadina in sostegno dei lavoratori della Whirlpool con un immenso striscione calato dall’alto delle mura del castello. Era il 5 giugno di quest’anno, appena 6 giorni dopo la notizia della volontà di cessione dello stabilimento di Via Argine, il Mattino intitolava: “Blitz di Potere al Popolo al popolo al Castel dell’Ovo: La Whirlpool non si tocca”.

La censura messa in atto da Facebook ha colpito anche noi, come i tantissimi altri che avevano pubblicamente dato solidarietà al Kurdistan, alla Rivoluzione del Rojava e al popolo curdo, che avevano pubblicamente contestato la Turchia ed Erdogan per l'attacco violentissimo messo in campo contro un popolo intero, che davano quotidianamente aggiornamenti sullo stato della guerra. 

Quelle oscurate sono pagine di movimenti sociali attivi nei propri territori non solo per raccontare la cruda verità della guerra, ma per incidere materialmente aiutando, informando e lottando insieme. Tante pagine, dopo giorni e giorni di silenzio forzato, sono state riaperte, ma tante altre no, e la nostra rientra in quelle tutt'ora oscurate. 

A DISTANZA DI QUASI DUE ANNI, È FINALMENTE ARRIVATA LA PRIMA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI  CHE CONDANNA L’AMMINISTRAZIONE DI NAPOLI SOTTERRANEA PER AVER SFRUTTATO LAVORO NERO!


Alessandra, la prima lavoratrice che ha affrontato Albertini denunciandolo per lavoro nero, ha ottenuto in prima sentenza 81000 euro, senza contare i contributi evasi!

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