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> INIZIATIVA: "Clima, Ambiente e Territorio: Chi inquina e chi paga?"

Quando accade un fatto nuovo si solleva sempre molta confusione. Le notizie si accavallano, i media le danno in maniera interessata (secondo la convenienza del loro sponsor politico, il ritorno dei clic etc), i social finiscono per produrre ulteriore disinformazione. Così la sostanza politica dell'evento, il conflitto che lo ha prodotto e quello che ci può insegnare, sparisce dietro il particolare, il sentito dire, il complotto, la celebrazione - tutto si fa spettacolo, tutto si satura e tutto si esaurisce. Così tutto può restare uguale.

Invece se vogliamo trasformare il mondo dobbiamo capire cosa accade, ricostruirne la provenienza, dargli il tempo di mostrarsi senza giudicarlo, non rifiutarne la complessità e i limiti, ma saper distinguere le cose importanti da quelle superficiali. E agirci dentro, perché la nostra azione può modificare la realtà, fare sviluppare certi elementi e farne appassire altri.

Per questo abbiamo provato a rispondere ad alcune domande ricorrenti in queste ore a proposito delle mobilitazioni intorno al cambiamento climatico.

Dopo gli ultimi avvenimenti nella città di Napoli, che hanno visto aggressioni a sfondo xenofo da parte di bande di giovanissimi, diventa sempre più difficile riuscire prendere la parola ed aprire riflessioni che sfuggono al sensazionalismo e alla semplificazione di una certa narrazione dei mass media. Chi vive in certi quartieri popolari e porta avanti progetti e  presidi di solidarietà sa bene che le semplificazioni e i titoli sensazionalistici non aiutano per niente.

Lui è Francesco Messina, classe 1961, questore della città di Torino dal gennaio 2018. Ultimo uomo "forte" piazzato nell'era Minniti.

Messina è una persona con un senso dell'ordine e della repressione fuori dall'ordinario, quando si esprime davanti al circo mediatico, sembra un'interpretazione (un po' datata) di un personaggio di Gian Maria Volontè, il linguaggio e i gesti sembrano estrapolati da un film di Elio Petri.

di maio conte salvini

MA I NODI VENGONO SEMPRE AL PETTINE

Dopo le anticipazioni trapelate nelle ultime settimane, il Consiglio dei Ministri del governo Conte ha emanato il decreto-legge riguardante quota cento e il reddito di cittadinanza: “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza”, tredici articoli del titolo I, per definire in cosa consterà la misura governativa e in che modo affiancherà il Reddito di Inclusione (introdotto dal precedente governo Gentiloni).

Abbiamo concluso il quarto anno di attività e ci teniamo a fare un piccolo bilancio dell’anno appena trascorso per tenervi tutti aggiornati su quello che succede fra le mura di questo “manicomio” e sia per capire insieme a voi che ci seguite e supportate come continuare e procedere ancora meglio per l’anno che verrà.
Le settimane si susseguono frenetiche, una dietro l’altra, tanti gli appuntamenti, le iniziative, le attività che si svolgono ogni giorno dentro e fuori il nostro spazio e che attraversano le strade e le piazze della città ma non solo. Molte delle cose che portiamo avanti sono a lungo termine, altre invece trovano immediato riscontro nella quotidianità.

Lunedì scorso è successa una cosa importante: il Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli - di cui avete avuto modo di conoscere dalla nostra pagina per le tante mobilitazioni messe in campo e le tante vittorie ottenute nei mesi scorsi - ha avuto un incontro con il Presidente della Camera, Roberto Fico, insieme alle altre realtà promotrici della Manifestazione del 15 dicembre, a Roma “Get up! Stand up!”. 
Una manifestazione in cui vogliamo ancora una volta ribadire la nostra ferma contrarietà al decreto sicurezza e la nostra forte preoccupazione per il clima di odio che sta montando nel paese.

“Questi vent'anni ci hanno insegnato che per cambiare il mondo devi cogliere l'occasione. Anche se non è il momento giusto, perché non è mai il momento giusto. E anche se il risultato che ottieni non è il meglio che ti aspettavi, lo devi difendere. Se non sei disposto a farlo, tanto vale che non ci provi nemmeno ...] La Storia è più impaziente di te.”

Dopo mesi di attesa febbrile, chi ha comprato Proletkult il 23 Ottobre scorso forse è rimasto deluso al primo impatto: se la Rivoluzione Francese aveva richiesto un volume – l’Armata dei Sonnambuli – piuttosto spesso e consistente, Proletkult si presenta molto più agile, quasi esile. Forse che la Rivoluzione Bolscevica non valeva, al confronto, almeno due tomi? La delusione, in realtà, era dovuta alla constatazione immediata ed oggettiva che il libro ci avrebbe abbandonato presto; la storia, e la Storia, la spazzeranno presto via.

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