di Gianpiero Laurenzano

La patrimoniale è praticabile in regime di libera circolazione dei capitali?
Da qualche giorno è tornato alla ribalta il tema della patrimoniale e molti, a destra ma anche a sinistra, insistono sulla presunta irrealizzabilità tecnica di tale misura.

di Salvatore Prinzi

Avete visto Report di ieri sera? [puntata del 30/11/2020 NdR] 
Sarebbe facile dire, dopo aver visto la trasmissione, le responsabilità del Governo Italiano e del suo Ministro della Sanità nella gestione della pandemia - 55mila morti che meritano giustizia: SPERANZA DIMETTITI.

di Giuliano Granato e Maurizio Coppola

Una versione in inglese di questo articolo è disponibile su Jacobinmag.com

È il 16 settembre 1984 quando Diego Armando Maradona scopre il sentimento che in alcune fasce della popolazione italiana si prova verso Napoli. È la prima giornata del campionato 1984-1985, è il suo esordio in Serie A. Il Napoli va a giocare a Verona, culla di Romeo e Giulietta, operosa città del Nord-Est del miracolo economico italiano. Quello del “piccolo è bello”, dove piccole e piccolissime aziende producono manufatti, PIL e sviluppo.

di Aurelie Dianara

Il 21 Novembre in tutta la Francia, migliaia di persone hanno manifestato per contrastare la deriva liberticida del governo Macron.
Circa 25 000 persone si sono riunite ieri a Parigi per denunciare la proposta di “legge sulla sicurezza globale” attualmente in discussione nell'Assemblea, che rinforza per esempio la polizia municipale e permette la cattura di immagini tramite droni.

di Geraldina Colotti

 

Come ogni anno, il 25 novembre si ricorda il sacrificio delle “mariposas” (le farfalle), le tre sorelle Mirabal che con quel nome combattevano la dittatura di Rafael Trujillo nella Repubblica dominicana (1930-1961). Furono trucidate dagli sgherri del regime mentre andavano a trovare i loro mariti in carcere, quel giorno del 1960. Il 17 dicembre del 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre “giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”.

di Aurelie Dianara

 

Assa è una donna francese di 35 anni. È nata a Parigi e cresciuta a Beaumont-sur-Oise in un quartiere della periferia nord di Parigi. È educatrice in una scuola, ha tre figli. Assa è una donna nera. Suo padre era originario del Mali, è immigrato in Francia per trovare lavoro nei cantieri edilizi. È morto quando lei aveva 14 anni perché era stato esposto alle fibre d’amianto nel suo lavoro.

Di Luca Di Mauro

Con il presidente ormai eletto ma con i voti di vari Stati ancora in via di estenuante conteggio, qualsiasi analisi dell’elezione presidenziale americana potrebbe apparire prematura, eppure un dato appare incontrovertibile: mai i “Latinos”, gli americani ispanici, sono stati tanto attivi e, a conti quasi fatti, tanto determinanti.

Attiviamo il controllo popolare per rivendicare un piano economico che guardi al futuro

di Giovanni Castellano

 

Il 10 novembre la presidenza del Consiglio dell'UE ha raggiunto un accordo con il Parlamento Europeo in merito all'approvazione del bilancio comunitario e del Next Generation EU, il pacchetto di misure da adottare per far fronte alle difficoltà dovute alla pandemia in atto; il veto di Polonia e Ungheria, rinnovato nel vertice del 19 novembre, ha portato ad una situazione di stallo che aumenta le incertezze sul destino di questo strumento di politica economica.

Di Geraldina Colotti

Riprendiamo per il nostro blog un articolo comparso su L'antidiplomatico

 

Le dichiarazioni, si sa, possono restare sulla carta se non si determinano atti che ne sostanzino i contenuti. Tuttavia, ci sono momenti nei quali anche i pronunciamenti acquistano un significato particolare, dovuto a specifiche circostanze. In questo caso, la circostanza è di tutto rilievo, trattandosi dell’assunzione di incarico del neo-eletto presidente boliviano Luis Arce e del suo vice David Coquehuanca.

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RADIO QUARANTENA

SIAMO TORNATI! Il 7 ottobre 2020 abbiamo inaugurato la seconda stagione di Radio Quarantena. Ritorniamo con una nuova redazione, quasi 20 collaboratori e 5 rubriche settimanali.

RADIO QUARANTENA

"È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo", scriveva Mark Fisher, e mai affermazione ci è sembrata così calzante. Viviamo in un mondo difficile, non solo perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo mostra ogni giorno la sua faccia più feroce, ma anche perché sembra sempre più difficile immaginare le alternative a questo stato di cose. Quando urliamo che ci hanno rubato il futuro non vogliamo dire solo che materialmente la nostra generazione non ha più davanti a sé la possibilità di una vita serena; “rubare il futuro” vuol dire anche sottrarci la possibilità di immaginarcene uno, non tanto per noi stessi, ma per tutta la società. Chi prova a immaginare un mondo diverso, addirittura chi prova a costruirlo, rientra nella categoria dei sognatori, degli illusi, di quelle strane persone che mancano di concretezza e che in molti non si vergognano a chiamare “pazzi”. E allora, così sia. Siamo pazzi. Siamo pazzi perché non guardiamo solo a ciò che è utile per qualcuno di noi, ma perché cerchiamo di intervenire sulla realtà, e perché pensiamo che il benessere di tutti equivalga al benessere di ciascuno. Siamo pazzi perché convinti che non debbano esistere sfruttati e sfruttatori, perché pensiamo che i diritti, la salute, le vite, vengono prima dei profitti. Da tempo pensavamo di aprire questo blog, nel quale vogliamo provare a raccogliere contributi che ci aiutino a immaginare una realtà diversa, ma questo ci sembra il momento migliore, il momento in cui tutti noi dobbiamo darci da fare in ogni modo per costruire una speranza e per costruire la prospettiva di un cambiamento ormai divenuto necessario. Il mondo non va solo cambiato, va rivoluzionato, e per preparare le energie per la rivoluzione che verrà ci servono anche le idee, ci serve costruirle e condividerle. Tra le mille attività che portiamo avanti, con le quali concretamente proviamo a intervenire sulla realtà che ci circonda, abbiamo bisogno anche di uno spazio, un momento, una pagina bianca, di fronte alla quale fermarci per raccontare l’esistente e immaginare il futuro, per dare una forma a quel limite che la realtà ci mette davanti e costruire strategie per superarlo. Perché sappiamo che anche se viviamo in una società che vuole farci credere di essere l’unica possibile, abbiamo un’infinità di mondi da guadagnare, e da perdere non abbiamo altro che le nostre catene. Buona lettura

IL BLOG DEI PAZZI

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