Sicuramente di tutti gli annunci fatti da Renzi in merito alla Legge di Stabilità quella che ha suscitato più consenso è la cosiddetta Rottamazione di Equitalia. D’altronde non serve guardare le statistiche per sapere che probabilmente Equitalia è l’ente più odiato dagli italiani.

 

Chi di noi non ha avuto a che fare almeno una volta nella vita con Equitalia? Chi non ha mai dimenticato o non era al momento in grado di pagare una multa o la tassa dei rifiuti e si è poi visto recapitare la famigerata cartella con un importo magari triplicato rispetto alla sanzione?

È per questo che per recuperare consenso in vista del referendum non c’era trovata migliore che parlare di rottamazione di Equitalia. Dobbiamo ammettere che anche tra di noi, pur riscontrando il carattere populista e demagogico del provvedimento e non cambiando di una virgola opinione rispetto all’operato del governo, abbiamo cominciato a pensare che magari si poteva approfittare di sta cosa per sanare finalmente la nostre posizioni con l’ente di riscossione e smetterla di essere angustiati da quelle cartelle che periodicamente ci procurano ansia e angoscia.

Come per il resto della Legge di Stabilità, però, anche rispetto a Equitalia i dettagli del provvedimento non sono stati resi pubblici e così il dubbio che si trattasse dell’ennesima fregatura di questo Governo dei proclami, ha cominciato via via a farsi sempre più insistente.

La conferma definitiva che si tratta di una vera e propria bufala è arrivata martedì, quando timidamente qualche giornalista ha cominciato ad entrare nello specifico e in particolare il ministro Padoan, ospite alla trasmissione “Di Martedì” su La7, ha risposto con un certo imbarazzo alle domande poste dall’intervistatore.

Floris gli chiede secco: “la rottamazione vale per tutti i tipi di cartelle?” e Padoan balbettando risponde: “in principio sì, ma dobbiamo valutare”.
A seguito di questa risposta senza senso Floris rimane interdetto e prosegue domandando: “Vale per le multe? Perché quelle mi pare sono dei comuni…”.
A questo punto Padoan va evidentemente in difficoltà e dice testualmente: “Quello è un aspetto delicato…”. Quindi comincia a incespicare fino a bloccarsi e rimanere qualche secondo in silenzio. Riprende affermando incerto: “c’è il problema di non invadere l’autonomia impositiva e fiscale dei comuni. Non lo possiamo fare di imperio però possiamo invitare”.

Ecco che le speranze nostre e di tanti come noi di sanare la propria posizione con Equitalia viene definitivamente meno!
Le multe, la tassa di rifiuti o quella di circolazione che non abbiamo pagato e che hanno generato l’enorme debito nei confronti dell’ente di riscossione non verranno “rottamate” come ci voleva far credere Renzi e dovremo pagare fino all’ultimo centesimo pur di non vederci pignorato lo stipendio o la casa... Perché, a causa dei tagli ai trasferimenti e del patto di stabilità, nessun comune o altro ente territoriale di iniziativa potrà rottamare le nostre cartelle!
Entrando più nello specifico, la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare perché per il 2017 ci sarebbe stato comunque l’azzeramento di Equitalia a livello locale e i comuni potranno affidare, come già successo in alcuni casi, il servizio di riscossione a società private il cui agio è tra il 15% e il 20% mentre con Equitalia la forbice era tra il 3% e il 6%.

Giustamente a questo punto chi è lavoratore dipendente (statale, operaio, impiegato etc) dirà: ma se la rottamazione non riguarda i debiti verso gli enti locali derivanti ad esempio da multe, tassa della spazzatura e così via, a quali imposte si applicherà?

Si tratta effettivamente di una domanda legittima, perché i lavoratori dipendenti non hanno la possibilità materiale di evadere le tasse in quanto il prelievo dell’imposta viene effettuato alla fonte, sulla busta paga, e quindi solo sui tributi marginali come quelli locali o sulle multe c’è possibilità di sottrarsi al pagamento…

A questo punto saremmo portati a pensare che come al solito vengono tartassati i soliti noti ovvero i lavoratori dipendenti mentre viene favorito in toto il mondo del lavoro autonomo e dell’imprenditoria in generale. Ma non è esattamente così…

Perché anche per imprenditori e autonomi alla fine c’è poco da festeggiare! Sempre ieri sera abbiamo appreso dal ministro Padoan che la “rottamazione” non riguarderà l’IVA che risponde a una normativa comunitaria e probabilmente nemmeno il mancato versamento dei contributi INPS.

Restano, e non è poco, comunque rottamabili le cartelle relative a Irpef, Ires, Irap etc… ma non sarà così per tutti. Detto in altri termini: il caro Renzi non intende fregare, come hanno fatto tutti i suoi predecessori, solo i lavoratori salariati ma anche i piccoli commercianti, gli artigiani e lavoratori autonomi che realmente si trovano in condizione di difficoltà.  

Infatti per sanare il contenzioso con l’erario si dovrà pagare quanto dovuto in massimo tre rate. Ora, non ci vuole molto a capire che se un artigiano o un commerciante ha evaso per reale necessità difficilmente potrà pagare tutto e subito e solo coloro che hanno evaso al fine di arricchirsi e poi sono stati scoperti avranno le risorse per regolarizzarsi!

Insomma anche nel caso di Equitalia, così come avviene con il condono, la cosiddetta Voluntary Disclosure, il governo Renzi fa l’interesse dei ricchi e dei potenti a scapito di chi lavora e ogni giorno fa i salti mortali per andare avanti pagando tasse su tasse.  

Ma la cosa più divertente è che non solo quella delle rottamazione di Equitalia è una balla ma anche quel poco di vero che c’è – e che serve ad attirarsi i favori del mondo dell’imprenditoria piccola e grande, tradizionale bacino di voti del centro-destra –, potrebbe sparire dopo il Referendum in quanto la legge verrà prima discussa e approvata alla camera e solo dopo il 4 dicembre andrà in Senato!

Questi davvero offendono la nostra intelligenza… il 4 dicembre votiamo No e mandiamoli a casa!

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