1. SCUSATE SE ABBIAMO ROTTO LE SCATOLE, MA…

Lo sappiamo: non ne potete più di sentire parlare del Referendum. E anche noi preferiremmo parlare di altro, a dire il vero. Della nostra squadra di calcetto, di come sta andando l'ambulatorio popolare... Purtroppo, il campo di battaglia non lo abbiamo scelto noi. È Renzi che ha deciso di lanciare un referendum per ottenere il consenso (o il tacito assenso) dei cittadini e poi procedere con nuove, massacranti "riforme". È Renzi che sta spaccando il paese e preparando l’attacco finale. Glielo facciamo fare? Così dopo possiamo lamentarci ancora di come sono peggiorate le cose? Oppure possiamo prendere posizione per il NO e poi non fare campagna attiva? Ci sembra incoerente. E della sinistra incoerente, timida, che fa le cose a metà, ci siamo rotti noi le scatole!


2. LE COSE NON SI FANNO A METÀ!

Appunto, c'è chi pensa che la politica sia un cortese dialogo fra idee tutte rispettabili. Be', non è così. O meglio, è così se parliamo fra noi sfruttati. Ma la politica in una società di classe, dove ogni gruppo è in lotta con un altro, è una lunga serie di mazzate. A noi fa schifo, ma di nuovo: non l'abbiamo scelto noi. Noi vogliamo anzi che questo finisca il prima possibile. È come quando ti trovi in una rissa: tu non la volevi perché sei uno pacifico. Ma ormai la cosa peggiore che puoi fare è starci dentro a metà, chiudere gli occhi e far finta che non ci sia. Lì ti fai male. La verità è che ora o le prendi o le subisci. E noi siamo stanchi di subire. Quindi cerchiamo di darle ai violenti che hanno iniziato la rissa, di modo che possa finire il prima possibile. Oggi darle ai violenti è votare NO il 4 dicembre.


3. C’È DA AVERE PAURA

La differenza fra noi e i politici è che noi diciamo la verità. E la verità oggi è che abbiamo paura di perdere. Abbiamo paura perché se questi vincono possono fare dei danni enormi. In mesi di campagna referendaria, abbiamo raccolto il NO di tante persone: tanti di quei NO che potremmo stare tranquilli. Ma non è così. Il PD, Renzi, De Luca, stanno attivando dei canali che nemmeno immaginiamo. Ricordate la registrazione di De Luca, le "fritture", "puntiamo su imprenditori e sanità privata"? Be', sta accadendo. De Luca ha promesso i voti a Renzi (incontro di Napoli del 13 novembre), Renzi gli ha promesso mano libera sulla sanità levando di mezzo il “suo” commissario Polimeni, il 24 novembre il Parlamento vota e stabilisce che De Luca può diventare commissario. De Luca passa a incassare e fa partire la macchina clientelare. Il giorno dopo dei nostri amici che lavorano nella sanità privata sono stati precettati dai loro padroncini (mezzi camorristi) dei centri di analisi della provincia di Napoli. Assemblee dove i padroncini spiegavano ai dipendenti che dovevano votare sì per conservare il posto di lavoro, perché De Luca ci dà a mangiare. Questo è il livello. Capite cosa intendiamo: si sta muovendo roba dove noi persone "normali" non possiamo arrivare.


4. TANTO CONTROLLO POPOLARE

Voto di scambio, clientele: è tutto pubblico, spudorato. Questa è una novità nella storia di questo paese: mai per una consultazione referendaria (dove non si eleggono cariche) si era mai attivato questo apparato. Per questo dobbiamo vigilare. Stare con tanto di occhi aperti, denunciare pubblicamente manovre strane, non smettere di far sentire la nostra voce anche se i media sono blindati. Noi siamo sempre ottimisti, ma la situazione non è facile. Il fronte del SI è affamato, cazzimoso, ha denaro e potere dalla sua. Il fronte del NO non è altrettanto arrabbiato: molte persone sono contro il Governo, ma dopo? “Che senso ha che vado a votare se dopo non cambia niente o sale Salvini?” Ecco, molti NO alla fine potrebbero non presentarsi, e molti indecisi potrebbero passare al SI in cambio di qualche piccola promessa. Dobbiamo usare tutti gli strumenti che abbiamo per far capire che non è così. Se vince il NO, si creano le condizioni migliori per costruire un fronte popolare che dal basso cambi questo paese. Se vince il NO mandiamo un messaggio forte a chi comanda: che ci siamo stancati, che il nostro problema non è la costituzione, ma la fame di lavoro e di diritti, che vogliamo sì il cambiamento, ma della nostra condizione sociale. Questa è la questione politica di fondo, decisiva. Non ci facciamo distrarre da altro.


5. CI CONFONDONO

Renzi ha speso tanti soldi in comunicazione. Questi non sono proprio gli ultimi stronzi. Mandano messaggi a più livelli, pensati per target differenti. Quello generale, indirizzato a tutti, è il cambiamento: se voti SI cambia tutto. Ma cambia cosa? Che hai una cosa in meno: il Senato, ovvero uno strumento di controllo democratico. Avevi mai sentito, in otto anni di crisi, questa esigenza? No. Be’ ora è la tua, dicci di SI così possiamo fare i cazzi nostri. Capito cosa siamo noi per loro?
Ma non solo. Ci sono altri due messaggi, indirizzati a due tipi di indecisi. Perché è sugli indecisi che si gioca la partita. La prima categoria di indecisi non vuole cambiare la costituzione, anzi magari è piena di persone che l’hanno sempre difesa. Ma sono quelle che non vogliono Grillo e Salvini, non vogliono il “salto nel vuoto”, hanno paura – comprensibilmente – di perdere quel poco che hanno, i risparmi, il lavoro. Renzi dice: se vince il NO è la catastrofe, parte la speculazione, crolla il mondo. Ecco che l’indeciso pensa viene terrorizzato e pensa: ok, voto SI.
Poi ci sono quelli che sarebbero più per il NO, se non altro perché in tutti questi anni non hanno mai potuto dire la loro allora almeno si vogliono togliere uno sfizio. Poi però guardate cosa stanno iniziando a dire i giornali: se voti NO stai sicuro che non cambia niente. O Renzi resta, o vengono altri tale e quali a lui. Allora che ci vai a fare a votare? Non hai capito che c’è il pilota automatico? Così quello che era per il NO si scoraggia e resta a casa. Tanto è già rassegnato di suo.
Ecco, Renzi sta puntando sugli indecisi, cercando di motivare quelli che hanno paura e di fiaccare quelli che vorrebbero un reale cambiamento. Diffonde allo stesso tempo paura e rassegnazione. Sta avvelenando un paese. E in particolare il Sud. Perché al Sud sa che ci sono più indecisi e che deve vincere la partita, ed è il Sud che più si presta a farsi avvilire. Per questo chiuderà la campagna qui il 2 dicembre. Per questo ha abbracciato De Luca, con una piroetta incredibile rispetto ai tempi in cui diceva di voler fare il rottamatore.

In conclusione: è uno schifo. Non facciamoci distrarre. Non facciamoci nauseare. Renzi ci ha bombardato con il referendum per farci disgustare e non farci interessare. Ed è disposto a tutto per vincere. Ma noi ricordiamo il punto fondamentale: lui vuole certificare un consenso che non ha mai avuto, cambiare la costituzione per avere più potere, per fare gli interessi di chi lo paga, per continuare la vecchia Italietta democristiana e mafiosa. Noi dobbiamo dire NO per difendere quel che resta della democrazia, per mostrare a lui e a chi lo paga che non siamo stronzi, pezze da piedi, che non siamo contenti di loro, vogliamo altro, e lo stiamo anche costruendo.

È semplice. Forza, una volta tanto che possiamo dire la nostra, sbattiamogliela in faccia!

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