La censura messa in atto da Facebook ha colpito anche noi, come i tantissimi altri che avevano pubblicamente dato solidarietà al Kurdistan, alla Rivoluzione del Rojava e al popolo curdo, che avevano pubblicamente contestato la Turchia ed Erdogan per l'attacco violentissimo messo in campo contro un popolo intero, che davano quotidianamente aggiornamenti sullo stato della guerra. 

Quelle oscurate sono pagine di movimenti sociali attivi nei propri territori non solo per raccontare la cruda verità della guerra, ma per incidere materialmente aiutando, informando e lottando insieme. Tante pagine, dopo giorni e giorni di silenzio forzato, sono state riaperte, ma tante altre no, e la nostra rientra in quelle tutt'ora oscurate. 

A DISTANZA DI QUASI DUE ANNI, È FINALMENTE ARRIVATA LA PRIMA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI  CHE CONDANNA L’AMMINISTRAZIONE DI NAPOLI SOTTERRANEA PER AVER SFRUTTATO LAVORO NERO!


Alessandra, la prima lavoratrice che ha affrontato Albertini denunciandolo per lavoro nero, ha ottenuto in prima sentenza 81000 euro, senza contare i contributi evasi!

COMUNICAZIONE IMPORTANTISSIMA 

Facebook ha appena oscurato la pagina dell'Ex OPG Occupato - Je so' pazzo, a causa dei post filo-curdi. Una pagina con 126.000 follower. Parliamo della pagina di una Casa del Popolo che lotta contro ogni forma di sopruso e di violenza, contro ogni tipo di disinformazione.

Il 3 ottobre del 2013 l’Italia si sveglia con la notizia del più grande naufragio degli ultimi decenni, 359 persone perdono la vita nel tentativo di raggiungere le coste di Lampedusa, tra gli annegati più di 60 bambini e diverse donne incinte.  Sono siriani che scappano dalla guerra, la nave militare italiana Libra, si trova ad circa un’ora di navigazione, avrebbe potuto salvarli dopo la tragica chiamata di richiesta di aiuto, ma verrà lasciata senza indicazioni dal responsabile della guardia costiera, condannando letteralmente a morte 368 persone, una strage in diretta.

Perdete due minuti per conoscere questa storia, una bella notizia in questo mare di rassegnazione in cui vogliono farci precipitare.

Nella foto che vedete ci sono i rappresentanti dell'Ordine dei Redentoristi, proprietari della Chiesa e del Convento di Sant'Antonio e Sant'Alfonso a Tarsia intenti ad ascoltare Antonio e Teresa, attivisti della Rete di Solidarietà Popolare. Questo bel dialogo si svolge al Comune, con la presenza degli assessori Marmorale e Bonanno.

Dopo gli ultimi avvenimenti nella città di Napoli, che hanno visto aggressioni a sfondo xenofo da parte di bande di giovanissimi, diventa sempre più difficile riuscire prendere la parola ed aprire riflessioni che sfuggono al sensazionalismo e alla semplificazione di una certa narrazione dei mass media. Chi vive in certi quartieri popolari e porta avanti progetti e  presidi di solidarietà sa bene che le semplificazioni e i titoli sensazionalistici non aiutano per niente.

UN ECOGRAFO PER TUTTE E TUTTI!

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